L’impatto economico di Facebook nel mondo e in Italia

L’impatto economico di Facebook nel mondo e in Italia

Pubblicato da IQUII il 14/03/2015 in Thinking

Facebook connette oltre 1 miliardo e 350 milioni di persone con i propri amici e le loro famiglie in tutto il mondo e le aiuta a scoprire nuovi prodotti e servizi a livello locale e mondiale. È un catalizzatore di attività economiche in un ecosistema composto di esperti di marketing, sviluppatori di app e fornitori di connettività”.

Il report realizzato da Deloitte Uk, e commissionato da Facebook, rileva l’importanza della piattaforma a livello mondiale, evidenziando non tanto l’aspetto sociologico, ma l’impatto economico globale su aziende di medie e grandi dimensioni. L’analisi, disponibile gratuitamente, offre per la prima volta uno spaccato importante in termini di giro d’affari generato e posti di lavoro creati nel 2014.

Questi dati saranno presentati al convegno dedicato alle nuove opportunità generate da Facebook organizzato dalla società di Media Relations Utopia in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico. In particolare si affronteranno le tematiche legate alle crescenti opportunità per le PMI e agli impatti effettivi sul mercato italiano.

Scomporre l’ecosistema Facebook per capire l’impatto economico

I numeri prima di tutto: il valore complessivo prodotto da Facebook nel 2014 è pari a 227 miliardi di dollari, con 4,5 milioni di nuovi posti di lavoro creati. Si tratta di valori enormi, prodotti non direttamente dal Social Network, ma dalle numerose aziende e dalle cosidette “terze parti” che ruotano attorno al suo ecosistema.

Lo studio considera tre diversi ambiti di mercato in cui Facebook gioca un ruolo di primo piano:

  1. Le attività pubblicitarie;
  2. Lo sviluppo e la vendita di applicazioni;
  3. La vendita di device mobile e di servizi di connettività.

Mercato generato da Facebook

L’impatto delle attività pubblicitarie legate al network rappresenta il 65% della crescita economica globale generata e corrisponde a 148 miliardi di dollari e oltre 2,3 milioni di posti di lavoro. Dalle grandi agenzie di comunicazione alle piccole realtà corporate, il sistema di inserzioni pubblicitarie si è rivelato di grande supporto alle attività promozionali.

Con piccoli budget, infatti, è possibile creare campagne mirate da veicolare al pubblico più idoneo e potenzialmente interessato all’offerta, orientate all’acquisizione di clienti, alla fidelizzazione alla Brand Awareness.

Il secondo punto preso in esame dal report Deloitte è l’indotto generato dallo sviluppo di applicazioni connesse a Facebook. Dal 2007, anno di lancio della piattaforma dedicata ai developer, l’azienda ha permesso la realizzazione di app e servizi in grando di estendere l’esperienza del social networking al di fuori di Facebook.

Negli USA, l’80% delle app più redditizie per iOS e il 90% di quelle per Android, integrano funzionalità legate al Social Network. Più in generale è stato stimato un business di 29 miliardi di dollari legato a prodotti in ambito musicale, ludico e turistico. In questo caso, l’area che ne ha beneficiato maggiormente è stata l’EMEA, con una stima di 13 miliardi e 270.000 lavori creati. Aziende europee come Spotify o King.com, ad esempio, hanno concentrato lo streaming musicale e l’offerta di giochi attorno alle reti sociali del network, creando proposte innovative e nuove solide realtà.

Ultima indiretta conseguenza dell’impatto di Facebook è stata la crescente richiesta di dispositivi mobile e connettività, necessari per fruire dei contenuti del Social Network.

Se negli Stati Uniti, dove un minuto su cinque di tempo speso sul mobile è all’interno di Facebook, il Social Network di Zuckerberg è ormai un elemento che fa parte della vita delle persone, nei paesi in via di sviluppo il crescente accesso ad Internet ha stimolato l’economia, permettendo alle persone di informarsi, creare progetti e collaborazioni, fino ad avviare attività commerciali.

L’iniziativa Internet.org in particolare, avviata e finanziata dall’azienda di Zuckerberg nel 2013 in partnership con produttori e provider di rete, ha permesso agli abitanti di paesi poveri come Kenya, Zambia e Tanzania di navigare gratuitamente per cercare informazioni relative a salute ed educazione.

Impatto Facebook diviso per Paese

E l’Italia? Se ne parla ad un convegno il 19 Marzo

Per quanto riguarda il nostro paese, lo studio riporta un valore generato pari a 6 miliardi di dollari e 70.000 professionisti coinvolti, così ripartiti:

  • 3 Miliardi di dollari e 36.000 nuovi posti di lavoro per le attività pubblicitarie;
  • 700 Milioni di dollari e 10.000 nuovi posti di lavoro per lo sviluppo e la vendita di applicazioni;
  • 2,1 Miliardi di dollari e 24.000 nuovi posti di lavoro per la vendita di device mobile e di servizi di connettività.

Proprio “L’impatto economico di Facebook in Italia – Nuove opportunità per la crescita delle PMI, del lavoro e dell’economia” è il tema dell’incontro previsto per giovedì 19 Marzo e ospitato al Ministero dello Sviluppo Economico.

Durante il convegno si confronteranno:

  • Laura Bononcini e Luca Colombo, rispettivamente Head of Policy e Country Manager di Facebook Italia;
  • Daniele Capezzone, Presidente Commissione Finanze della Camera dei Deputati;
  • Mattia Fiorin, Cio di Fiorin Arredamenti;
  • Fabio Lalli, Ceo di IQUII;
  • Alessandro Micheli, Professore SDA Bocconi;
  • Marco Simoni, Consigliere Economico del Presidente del Consiglio.

A moderare l’evento il giornalista Nicola Porro, mentre le conclusioni saranno riservate alla Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi.

Sarà l’occasione per analizzare nel dettaglio i dati della ricerca per il mercato italiano e capire quali ulteriori opportunità in termini di sviluppo dell’economia arrivano da Facebook e dal Social networking in generale.


IQUII

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