Il mercato della Mobile Health: dati, modelli di business e possibili applicazioni

Il mercato della Mobile Health: dati, modelli di business e possibili applicazioni

Pubblicato da IQUII il 08/05/2014 in Thinking

Le tecnologie digitali rivestono da sempre un ruolo di crescente importanza nei settori imprenditoriali legati alla tutela della salute, sia in campo pubblico che privato. In particolare, la costante diffusione dei dispositivi mobile e delle piattaforme online, ad iniziare dai social network, costituisce oggi una nuova sfida per i brand che operano nel settore medicale.

Sono molte le aziende che, anche in Italia, iniziano a chiedersi in che modo le nuove tecnologie possono essere utilizzate per offrire servizi a valore aggiunto dedicati ai medici, ai pazienti e a tutte le entità che, a vario titolo, sono attive nel sistema sanitario.

I benefici che pazienti e medici possono ottenere dall’uso di soluzioni di mobile-health (mHealth) sono piuttosto evidenti; ecco alcuni esempi di ciò che può essere realizzato:

  • Il medico può controllare in modalità remota le condizioni di salute dei propri pazienti, ricevendo notifiche in tempo reale in caso di problemi;
  • La qualità della vita del paziente migliora, perché non è più necessario recarsi fisicamente presso un ospedale o studio medico per effettuare alcuni tipi di controllo;
  • L’attività del medico diventa più snella perché può ridurre il numero delle visite di routine presso i suoi pazienti;
  • Il turnover dei posti letto negli ospedali  diventa più frequente, in quanto i pazienti possono lasciare prima le strutture per essere monitorati anche a distanza;
  • Questo consente di ridurre i costi dell’assistenza sanitaria, migliorando l’efficienza dei sistemi sanitari pubblici e privati;
  • Le compagnie di assicurazione possono offrire polizze più adeguate alle effettive esigenze dei propri clienti.

Le ricerche evidenziano come il mercato della m-Health possa raggiungere entro il 2017 un valore di miliardi di dollari, come affermato in particolare da research2guidance nel suo report.

Il rapporto prevede entro il 2015 una user-base di 1,5 milardi di utenti mobile; il 30% di loro, pari a 500 milioni di utenti, utilizzerà applicazioni di mobile health sul proprio smartphone.

Ad oggi sono presenti circa 17 mila applicazioni mobile distribuite sui principali store. Il 74% di loro è disponibile a pagamento oppure vende servizi in-app.

Il modello di business prevalente per questa tipologia di app prevede la vendita di servizi a pagamento per gli utenti, oppure l’acquisizione di revenue derivanti dalla veicolazione, attraverso l’app, di servizi a valore aggiunto offerti da partner commerciali.

Un numero significativo di applicazioni mobile sviluppate in questo settore, pari al 43%, è dedicato ai professionisti che operano nel settore medico; si tratta in particolare di app dedicate al monitoraggio remoto dello stato di salute dei pazienti, alla loro cura e alla formazione continua dei medici finalizzata all’acquisizione dei crediti ECM.

Questi dati, del resto, trovano conferma anche dalla nostra esperienza diretta nello sviluppo di framework specificamente dedicati al settore medico.

Se continuiamo ad analizzare il modello di business utilizzato dai brand che distribuiscono applicazioni mobile legati alla mHealth, si evidenzia come il 46% delle revenue è relativo all’offerta di servizi in app e il 30% alla vendita di device da abbinare all’app. Questo particolare modello di business tenderà a crescere ulteriormente nei prossimi mesi, grazie all’integrazione tra applicazioni mobile e sensori biometrici resi disponibili dai dispositivi wearable come braccialetti, smartwatch e dispositivi medicali capaci di far interagire gli utenti con i servizi resi disponibili su specifiche piattaforme online. In questo ultimo caso la ricerca evidenzia come i mHealth users siano disposti a pagare maggiormente per acquisire i servizi a valore aggiunto veicolati da questo tipo di tecnologie.

E’ da notare, infine, come l’offerta di pubblicità in-app abbia un peso trascurabile (solo l’1%) rispetto alle altre fonti di revenue.

mercato mobile health 2015

 

Una volta analizzati questi dati, quale sarà l’effettivo impatto del Mobile Health sul mercato delle applicazioni mobile anche nel nostro Paese? Le app per smartphone saranno effettivamente le killer application di questo mercato?

Per rispondere a questa domanda è necessario operare comprendere e abbattere le barriere  che hanno rallentato all’inizio la crescita di questo mercato.

La seguente tabella evidenzia le principali barriere alla crescita del mercato mHealth, e le sfide allo sviluppo di nuovi servizi derivanti dall’evoluzione dei device mobili.

barriere a ingresso mercato mobile health

 

Le barriere all’accesso possono essere suddivise in quattro categorie:

Device: le prime soluzioni di mHealth possedevano funzionalità limitate derivanti dalle limitazioni hardware dei dispositivi mobile, e questo spingeva le prime aziende operanti nel settore a costruire costose partnership con i prodottori di hardware. Oggi anche gli smartphone di fascia bassa possiedono funzionalità avanzate (antenna GPS, bluetooth, connessione a banda larga), che consentono di veicolare servizi avanzati in tempo reale che possono integrarsi molto più facilmente con piattaforme SaaS o di social networking;

Distribuzione: il principale, e più tradizionale canale di promozione di queste tecnologie sul mercato sono i medici, gli ospedali e le compagnie assicurative; oggi la possibilità di utilizzare il web e i social media per promuovere questo tipo di applicazioni consente di rendere più efficiente l’intera filiera bypassando il semplice passaparola e amplificandone le performance sul mercato globale attraverso la pianificazione di specifiche attività di comunicazione;

Medici e pazienti: Ancora oggi la conoscenza delle piattaforme di mHealth è molto limitata in queste due categorie di utenti. Questo nuovo mercato tuttavia offre opportunità concrete per migliorare la user experience di entrambi questi soggetti lungo tutta catena del valore: dalla fruizione dei servizi alle modalità di pagamento. L’attuale fase di hype legata all’adozione degli smartphone (e l’uso delle app) da parte di un pubblico di utenti professionale e più maturo rispetto ai giovani early adopters favorirà la socializzazione verso l’uso di questi strumenti (e i servizi ad essi collegati) anche da parte loro;

Normative: queste nuove tecnologie possono incontrare una ulteriore barriera nelle normative che possono limitare l’applicazione pratica di questi dispositivi nel settore medicale. Finché le soluzioni di mHealth e i servizi ad esse collegate non saranno riconosciute ufficialmente dagli organi preposti alla sorveglianza e alla tutela della salute, sarà più difficile che un medico, ad esempio, consigli ad un paziente di utilizzare un’applicazione che gli ricordi di prendere le pillole contro la pressione alta. Il mercato rischia in questo caso di restare consumer-driven, con il rischio di vedere sfumare il reale potenziale delle tecnologie mHealth.

Un’altra barriera è legata alle discussioni sulla sicurezza e la privacy dei dati acquisiti attraverso le applicazioni e le relative piattaforme, che rischiano di ritardare l’ingresso sul mercato di questo tipo di tecnologia.

Affinché il mHealth possa affermarsi sul mercato, sarà dunque necessario impegnarsi per fornire soluzioni non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche per quanto riguarda gli aspetti di policy e sicurezza dei dati sensibili acquisiti dagli utenti.

Da questo punto di vista il Garante per la privacy, tra il 12 e il 18 maggio, effettuerà una verifica su tutte le applicazioni mediche disponibili per smartphone e tablet, al fine di accertarne la trasparenza e il rispetto delle normative vigenti a tutela degli utenti. Questa iniziativa rientro nello “Sweep day” che coinvolge a livello europeo le 28 autorità per la privacy.

 

 


IQUII

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