Valorizzazione #FORWARDTHINKING

Valorizzazione #FORWARDTHINKING

Pubblicato da IQUII il 07/07/2014 in Default

Valorizzazione. Questo è il tema del secondo numero della nostra newsletter.

Il vocabolario italiano definisce questo termine come l’atto di conferire valore economico oppure, in senso figurato, come l’esaltazione delle qualità di persone o cose.
In entrambi i casi esiste un fattore comune: l’azione che qualcuno deve fare per consentire alle cose o alle persone di acquisire valore. Oggi non è sufficiente essere bravi o puntare all’eccellenza in ogni attività che si svolge; è infatti sempre più cruciale valorizzare ciò che si fa. In che modo? Facendo sapere di saper fare.

 

VISION

Valorizzazione: una questione di pensiero, metodo e approccio

Valorizzare vuol dire far percepire agli altri il pregio, la forza, la qualità, lo spessore ed il perché di quanto fatto, evidenziando la capacità di raggiungere degli obiettivi prefissati e di saper portare a termine, nei tempi, nella qualità e nel budget le attività.

In tutti i team, indipendentemente che sia una impresa o meno, ciascun membro deve essere chiamato a valorizzare ogni attività che l’azienda svolge, anche quelle attività svolte da altre aree. Così, la comunicazione deve valorizzare quanto fatto da chi si occupa di design. Il design deve valorizzare quanto fatto dallo sviluppo. Lo sviluppo deve valorizzare quanto fatto dalla vendita. La vendita valorizza quanto fatto dalla comunicazione e così via. In questo modo il cerchio può chiudersi portando benefici a tutti.traducendosi di fatto in crescita e fatturato, creando così un circolo virtuoso.

Valorizzare quello che è stato fatto e che si sta facendo, e far sapere di saper fare deve esser nel pensiero, nel metodo e nell’approccio aziendale.

E’ il solo modo per fare la differenza oggi.

 

INSPIRING

La conoscenza è il grande motore dello sviluppo personale

L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie ad essa che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio quello che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra”.

Queste le parole di Nelson Mandela, premio Nobel per la Pace nel 1993 e icona della non violenza, che nel corso della sua vita ha evidenziato la forza d’urto dell’educazione e dell’informazione come strumento di emancipazione delle barriere istituzionali e sociali della maggioranza nera.

La continua ispirazione verso l’acquisizione di nuove conoscenze è una delle basi fondanti per lo sviluppo della nostra società, ma anche un principio ispiratore che deve guidare il modo in cui le aziende fanno business. L’Istat evidenzia in una sua ricerca che nel 2011 la spesa in Ricerca e Sviluppo sostenuta da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università risulta pari a 19,8 miliardi di euro. E’ il settore delle imprese, l’unico a registrare una crescita dell’investimento in R&D, con un aumento del 2,3% rispetto alla spesa per l’anno precedente. A trainare il settore ci sono a sorpresa reparti tradizionali, come il calzaturificio, il metallurgico, la lavorazione della carta.

L’attuale fase di turbolenza dei mercati evidenzia come l’attività di ricerca e sviluppo è ancora più strategica se analizzata a livello globale; i più recenti dati OCSE evidenziano, infatti, come i paesi emergenti stiano progressivamente assumendo un ruolo di primo piano.

Per essere competitivi, dunque, la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni sono il principale approccio per valorizzare le imprese, il mercato nel quale si opera e le persone che vi lavorano. Per questo anche noi abbiamo uno spazio in cui tutto il team si dedica alla ricerca e allo sviluppo di nuove soluzioni e alla sperimentazione di nuove tecnologie e nuove metodologie.

 

STRATEGY

“Noi non portiamo un prodotto dai clienti, ma portiamo i clienti al prodotto”

Quanti imprenditori sognano di poter condividere serenamente questo punto di vista? In che modo è possibile trasformare una bevanda dal gusto controverso in uno dei brand del valore di oltre 4 miliardi di Euro?

Noi non portiamo un prodotto dai clienti, ma portiamo i clienti al prodotto. D’altronde Red Bull non è un drink, ma uno stile di vita”.

Il cammino imprenditoriale di Dietrich Mateschitz, oggi uno degli uomini più ricchi del mondo, è costellato di una lunga serie di intuizioni e scelte coraggiose che partono da molto lontano. Secondo la rivista Forbes Mateschitz durante un viaggio di lavoro in Thailandia nel 1982, per combattere la sensazione di malessere provocata dal jet lag, assaggia una bevanda locale: la Krating Daeng (“bufalo rosso d’acqua”), che lo fa sentire subito meglio.

E’ in questa occasione che emerge la prima grande intuizione di Mateschitz: studiare il mercato degli energy drink, al tempo ancora poco conosciuto in Europa ma già molto sviluppato in Asia. La sua passione per questa nuova sfida lo porta, nel 1984, ad abbandonare il suo lavoro da manager per mettersi in società con il thailandese Chaleo Yoovidhya. L’obiettivo era molto chiaro: importare la bibita in Europa.

Mateschitz aggiunge anidride carbonica alla formula per adattarla ai gusti degli occidentali e, nel 1987, ottiene dal governo austriaco la licenza all’importazione dopo il superamento di test scientifici che ne escludessero la natura stupefacente a causa dell’alta concentrazione di caffeina e taurina.

Per comunicare il prodotto viene ideata l’immagine di due tori che si scontrano e uno slogan pubblicitario che ancora oggi è il celebre leit motiv aziendale: «Red Bull ti mette le ali». Viene inoltre ideato coma packaging una lattina con un innovativo formato slim, di colore blu e argento.

Fu così che, alla fine degli anni Ottanta Mateschitz , con un team di sei venditori, ha iniziato a battere l’Austria a tappeto, presentando il prodotto in tutti i bar e gli outlet locali. All’inizio il mercato rispose in modo molto freddo a questa nuova bibita energetica: “La gente non apprezzava il gusto, il logo, il nome. Ma nemmeno questo riuscì a fermarmi: perché è proprio la controversia quella che può mantenere un prodotto vivo” disse Mateschitz in una intervista.

Presto sciatori e discotecari si sono accorti delle doti vitalizzanti della bevanda e iniziarono a promuoverla alle feste, talvolta in accoppiata con la vodka. Negli anni ’90 la popolarità di Red Bull iniziò a crescere rapidamente anche grazie a strategie di marketing non tradizionali e all’organizzazione di eventi dal valore mediatico globale. Basti pensare ai campionati del mondo vinti nella Formula 1, insieme allo storico lancio dall’orbita di Felix Baumgartner, grazie ai quali Red Bull ha comunicato il proprio valore attraverso di metastorie raccontate direttamente dai gesti di chi ne è protagonista.

 

PASSION

Dal Lausizring a Londra 2012: trasformare un tragico incidente in un nuovo, grande percorso.

Il 15 settembre 2001 sul circuito del Lausizring la Honda-Reynard di Alessandro Zanardi viene centrata in pieno all’uscita dei box a più di trecento chilometri l’ora dalla monoposto di un altro concorrente. Era il 143esimo giro di 154; Alex era dovuto rientrare nervosamente nella pit lane a pochi giri dalla fine per un errore nel rifornimento precedente da parte del suo team.

Nell’impatto, terribile, Zanardi perse entrambe le gambe rischiando di morire dissanguato. I soccorsi furono immediati e dopo qualche giorno Alex riuscì ad uscire dal coma, anche se la sua carriera sportiva sembrò essere troncata per sempre. Alex Zanardi, tuttavia, è l’esempio più evidente di come la passione, se unita al necessario mix di impegno quotidiano, può diventare il fattore principale per valorizzare una persona dal punto di vista umano e professionale.

Riuscì ad alzarsi in piedi a soli 3 mesi dall’incidente per ricevere il Casco d’Oro della rivista Autosprint e, nel 2003, tornò nel circuito tedesco nel quale due anni prima fu vittima del terribile incidente, per ripercorrere simbolicamente i restanti 13 giri della gara del 2001 a bordo di una vettura appositamente modificata. I tempi registrati sul giro furono velocissimi e gli avrebbero permesso di partire dalla quinta posizione se il pilota fosse stato iscritto al campionato.

Tornato stabilmente alle corse, nel 2005 vinse il campionato italiano Superturismo con la BMW, primeggiando ancora in numerose corse automobilistiche a livello internazionale.

Apprezzato sia come atleta sia come persona per l’atteggiamento positivo verso la vita e le sue avversità,  dopo il ritiro dalle corse automobilistiche ha intrapreso una nuova carriera sportiva nel paraciclismo, dove corre in handbike nella categoria H4. Alle Paralimpiadi di Londra del 2012 vince 2 Medaglie d’Oro e, nel 2013, trionfa nella Coppa del Mondo.

Il racconto della sua avventura umana e sportiva rende evidente che se si vuole trasformare il proprio sogno in un obiettivo raggiungibile, occorre impegnarsi profondamente in ciò che è necessario fare per arrivare fino in fondo. Il raggiungimento degli obiettivi si trasforma così in un valore aggiunto capace di portare benefici all’intero ecosistema di relazioni nel quale, ogni giorno, siamo tutti chiamati a contribuire.

 

PROGETTI IQUII

La comunicazione digital per i #100anniCONI

Nei mesi di Maggio e Giugno abbiamo lavorato assieme al CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, per celebrare i suoi 100 anni di attività. Abbiamo aiutato l’istituzione sportiva a valorizzare la sua storia, rivivendo i momenti più esaltanti e pieni di passione per lo sport, e a comunicare gli eventi previsti per il festeggiamento del centenario attraverso i canali social.

Festeggiare 100 anni di storia significa ricordare i successi, raccontare le imprese e le gesta dei grandi campioni del passato. Ma anche adattare lo stile del CONI alla comunicazione social ed avvicinare sportivi e semplici appassionati all’istituzione stessa. Per questo la pagina Facebook e il canale Twitter rappresentavano una sfida molto stimolante. L’iniziativa che abbiamo curato si è chiamata #100anniCONI ed è stato, oltre al racconto dei successi sportivi italiani, una delle prime attività di relazione e conversazione del CONI.

Schermata 2014-07-02 alle 15.17.52

Per la pagina Facebook abbiamo realizzato un’applicazione molto semplice, un quiz in cui mettere alla prova le proprie conoscenze sulla storia dello sport. L’abbiamo chiamato “Gioca con CONI” ed è ancora disponibile. Il quiz è stato creato per valorizzare il Piano Editoriale, realizzato assieme alla redazione del ‘Comitato 100 Anni’ e per entrare in contatto con gli utenti più attivi ed interessati.

Su Twitter l’attività si è concentrata nell’attivazione della community degli sportivi, anche attraverso il coinvolgimento delle Federazioni e degli atleti attivi online. Nei giorni dell’evento poi abbiamo presidiato il Foro Italico per il live twitting e la valorizzazione di tutte le iniziative che erano state messe in piedi.

L’obiettivo era quello di attivare le diverse community, informare gli sportivi sulle giornate dei festeggiamenti e rendere il CONI un’istituzione un po’ meno istituzionale. I risultati, in poco più di un mese di attività sono stati molto interessanti.

 

ACADEMY

Workshop #OpenIQUII – Wearable e Internet of Things

Mercoledi 16 luglio Fabio Lalli e Alessandro Prunesti, autori dell’e-book Wearable, spiegheranno in che modo questo tipo di tecnologia si integra con il corpo o l’abbigliamento, e come le aziende possono utilizzarli per sviluppare attività di service & product development e implementare sistemi di gamification con l’obiettivo di favorire l’esperienza di marca, rafforzare la loyalty e stimolare le interazioni tra utenti e brand.

Per partecipare al workshop è necessaria la registrazione: clicca qui per prenotarti.

 

OPPORTUNITA’

Ricerca Sviluppatori Mobile iOS e Android

Stiamo crescendo e il nostro Team si evolve. In questo momento ci sono opportunità per inserirsi nella nostra squadra. Stiamo cercando sviluppatori iOS e Android capaci di lavorare in team, con una buona conoscenza dei rispettivi linguaggi Object-C e Java e di pattern MVC (Model-View-Controller). Hai queste competenze e hai voglia di metterti alla prova?

Info e candidature dal nostro sito.

 

 

 …sei arrivato fino in fondo? Ti meriti un regalo!


Il Personal Branding è un’attività strategica, oltre che un percorso professionale, da adottare per curare la propria immagine, raggiungere i propri obiettivi e valorizzare al meglio le proprie capacità. Dopo un lungo dialogo nel nostro paese sull’importanza di questa pratica, finalmente si sta arrivando ad una modellizzazione, attraverso cui le persone possono iniziare a riflettere e mettersi al lavoro. Due risorse molto utili sono disponibili in lingua italiana per lavorare sul proprio Brand Personale: il Personal Branding Canvas di Luigi Centenaro e l’IPER Formula di SeStyle. Anche noi abbiamo adottato questi primi framework operativi per supportare i professionisti nella propria presenza online.

METTI IN ATTO LA TUA TRASFORMAZIONE DIGITALE

Inviaci un messaggio e ti ricontatteremo presto!



b95ab49676911f8236da252a962e5170?s=64&d=mm&r=g

IQUII

IQUII Srl è la Digital Consulting Company che guida le imprese operanti nei settori sport, finance, retail, nel percorso di trasformazione digitale offrendo una vasta gamma di servizi e soluzioni strategiche, tecnologiche e creative.


iquii_icon_footer.png IQUII S.r.l.Part of Be Group

Sede Legale: Viale dell'Esperanto 71 – 00144 Roma

P.iva 11289201003 - Cap.Soc. 10.000 €
Reg. Imprese di Roma REA n.1293642

Email. info@iquii.com
Tel. +39 06 72.15.125

Sedi Operative
Roma - Milano - Bolzano

  • facebook.svg
  • twitter.svg
  • instagram.svg
  • linkedin.svg